Il Tempo fluttuante della consulenza

Salvador-Dalí-La-persistenza-della-memor

Salvador Dalí, La persistenza della memoria, 1931. Olio su tela, 24 x 33 cm. New York, Museum of Modern Art.

Il tempo nella consulenza pedagogica è una sommatoria di momenti creata dal tempo dedicato da parte sia del consulente che del cliente. Ma cos'è il TEMPO, elemento così tanto osannato e prezioso per ognuno di noi?    
Sembrerà banale, ma c'è, in ogni rapporto interpersonale, un tempo misurabile, oggettivo, scandito dagli orologi e dai calendari, da un inizio e una fine, da un incontro, un percorso a tappe e un congedo.
Il tempo è quello predefinito di ogni incontro, necessario per stabilire un contatto, per analizzare un problema e l'impasse che genra, per far ipotesi e verificarle, per porsi obbiettivi e raggiungerli. Il tempo della scienza – razionale, quantitativo e dunque misurabile, come lo definisce Henry Berson 
Questo è il tempo che da sicurezza, certezza allontanando dall'imprevisto e dall'indeterminato, ma gli effetti di questo  tempo su di noi sono invece imprevedibili e come tali totalmente soggettivi. Il tempo assume  una valenza relativa ad ognuno di noi, è personale, dal momento in cui noi lo rielaboriamo a modo nostro e lo leggiamo in base alle nostre esperienze ed emozioni.

C'è, poi, un tempo interiore della coscienza (di nuovo Berson).

L’esperienza interiore del tempo è di tipo qualitativo, in quanto legata a percezioni, segue solo la logica degli stati d’animo ed è relativa ai bisogni e ai desideri di ciascun individuo.

Il tempo interiore scorre rapidissimo se si è felici, ma appare lento in una condizione di noia o di tristezza. Anche la memoria fa parte di questo regno dove il tempo scientifico perde validità e senso.

Succede di non memorizzare circostanze o situazioni temporalmente molto vicine o persone conosciute da poco e invece di ricordare benissimo eventi molto remoti, rimasti indelebili nella mente. Insomma, le regole del tempo scandito dall’orologio sono rigide (minuti di 60 secondi, ore di 60 minuti ecc.) ma le regole del tempo percepito sono elastiche.

Esistono un tempo oggettivo assoluto e un tempo soggettivo relativo. Entrambi rientrano nel contesto della consulenza, entrambe sono a carico del consulente, fondamentali nell'ascolto, nell'anamnesi, nella relazione con il cliente nella sua quantificazione oggettiva, ineludibili nel suo aspetto  qualitativo per evidenziare l' esperienza soggettiva unica del succedersi di stati di coscienza, emozioni, sensazioni, bisogni e desideri intrecciati, indivisibili, in un flusso continuo, a volte difficili da definire e districare.

Quale opera meglio de "La persistenza della memoria" o "Gli orologi molli" del Dalì rappresenta il tempo nel suo essere con l'elasticità e la fluidità della percezione e nel suo apparire col l'astrazione puramente umana di istanti puntiformi, uguali gli uni agli altri, posti in successione lineare ? Egli associa e deforma liberamente gli orologi: tre orologi flessibili ricordano che la durata di un evento può essere dilatata e deturpata plasmata nella memoria, l’unico orologio non deformato, ma solido, compatto e chiuso, è ricoperto di formiche nere brulicanti, le quali sembrano divorarlo, quasi ad indicare l’annullamento di un tempo cronologico, di un tempo oggettivo che corrode e consuma, come appunto stanno facendo le formiche sopra di esso.

E' nell' attimo statico della memoria, bloccato da una disillusione, da un rancore, da una sensazione, da un pensiero che si

insinua la consulenza.

E' il tempo presente, nel qui ed ora con le sue problematicità che conduce la persona ad intraprendere un percorso di consulenza. Percorso  le permetta di analizzare la propria situazione, il proprio momento storico e trasformare quel tempo in dinamico,, plastico e plasmabile. Con piedi ben saldi nel presente il consulente accompagna, da una giusta distanza, il cliente verso decisioni strategiche e nuovi cammini.

Perché #Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare del Tempo che ci viene dato- Gandalf, The Lord of the ring, J.R.R. TOLKIEN 

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