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     La Consulenza 

   socio-pedagogica

 

Il consulente non è un deus ex machina!

Il consulente non è un dispensatore

di ricette, di terapie o di buoni consigli


Ma chi è allora? Cosa fa? E Soprattutto come?

Si parla tanto di consulenze, ma chi le fornisce, quali sono le figure addette a una determinata prestazione d'opera e quali le differenza tra un ambito ed un altro, son argomenti che rimangono, ai più, oscuri

Una consulenza socio-pedagogica, nello specifico, rientra nell'ambito delle competenze di un professionista laureato in Scienze dell'Educazione e della Formazione dotato di una formazione multidisciplinare, che include, oltre ad un sapere pedagogico e didattico, competenze di base relative  alla psicologia, alla sociologia, all'antropologia e alla filosofia. 

L'ambito di intervento è squisitamente pedagogico, come pedagogici son gli strumenti e la mission generare: il supporto alla formazione, sviluppo ed educazione della persona in tutte le fasi della vita e in relazione al proprio contesto di appartenenza.

Principale strumento è la relazione che si instaura in un'ottica di fiducia e rispetto reciproco, relazione in cui due persone si riconoscono come portatrici di punti di vista differenti, approcci differenti, risorse differenti, ma entrambe mosse dalla necessità di un ascolto autentico. Il cliente avrà necessità di esser ascoltato per poter esternare  il proprio vissuto, lo stato emotivo attuale, le paure e le speranze per un futuro più o meno prossimo; il consulente avrà bisogno d'essere ascoltato per poter comprendere meglio, creare una cornice di senso al racconto, individuarne i vari tasselli e ricomporli  dando un feedback proprio da cui partire per ricostruire insieme all'altro nuove scenografie, nuovi orizzonti di senso e prospettive.

In una seduta di consulenza si parte da una storia raccontata, se ne cercano insieme gli elementi fondanti, si costruiscono obiettivi concreti e verificabili, ci si attiva per raggiungerli, verificandoli in itinere e al giungere di un tempo prestabilito, si conclude la relazione con la totale indipendenza del cliente.

Si lavora sul momento presente, sbirciando al passato ma sempre proiettati su un futuro possibile, senza indagare arcani ed ostici  inconsci e soprattutto strutturando un percorso preciso con un obiettivo specifico e chiaro. La non chiarezza, la mancanza di un fine ultimo e di una intenzionalità propositiva e proattiva, o di una responsabilità direzionale che indichi step by step gli obiettivi, creano dipendenza. Il cliente non può rimanere legato a un percorso infinito e indeterminato ( a parlar chiaro non può neanche spendere denaro per sempre per quel percorso); deve esserci un punto di arrivo prestabilito, un momento di distacco totale tra consulente e cliente. Questo implica che non potendo cambiare le situazioni si può arrivare a un modo diverso di percepirle, a un cambiamento di prospettiva che, una volta raggiunta, permette all'altro di essere totalmente autonomo nelle future scelte, nel gestire relazioni e soprattutto nella presa di coscienza dei propri stati emotivi.

E' l approccio attivo e pratico della Pedagogia, scienza fondante dell'educazione e formazione, che si occupa, per sua natura,  di una costante riflessione critica sia su sé stessa che sulle proprie metodologie, sui contesti di intervento  ma soprattutto sulla pratica educativa, elaborando modelli di intervento spendibili, pratici e funzionali, in modo particolare nelle situazioni più problematiche o conflittuali e confuse (talvolta a rischio) e attivando una attenta analisi dei contesti e dell'intervento da porre in atto.

Non c'è alcuna terapia, non è terreno del consulente, ne è deontologicamente permesso: c'è una richiesta di aiuto per affrontare un bisogno o una difficoltà derivanti da cambiamenti importanti ( separazioni, divorzi, nascite, malattie, lutti), da necessità di scelte imminenti, da crisi relazionali (genitore/figli, adulto/ragazzo, adulto/adulto); c'è un accompagnamento e supporto al cliente a focalizzare e centrare la situazione/problema e a trovare in sé il miglior modo di adattamento, dopo aver ben preso coscienza d bisogni altrui e dei propri

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