134817569_3541111179330889_4653432467117

Entri pure, si tolga

la tristezza di dosso, qui.

Lei può tacere.

Reiner Kunze –

“Invito a una tazza di tè”

Una sedia vuota. Sedersi, respirare profondamente, guardarsi attorno ed ascoltarsi parlare. Parlare non è sempre e solo emettere suoni che si trasformano in frasi. Anche se le parole non escono, sguardi, gesti, posizione raccontano, anticipando quello che dal profondo è pronto ad emergere.
Qualcuno di fronte accoglie quel fiume di informazioni; ne riconosce  valore e importanza, senza alcun atteggiamento valutativo e permette a colui che parla di provare la libertà di ascoltare  stesso con le proprie idee, sensazioni e sentimenti
C'è un problema, reale o percepito, che emerge nel vortice di informazioni. Viene comunque accolto, esplorato su come lo si vive, come si sta con quel problema e come si potrebbe stare eliminandolo.
C'è qualcuno che guarda osserva e dice:
-OK, ora ci sei. Sei tu, persona, vivente, pensante e che prova emozioni. Sei tu, ti vedo, sei qua, in grado di comprendere ciò che sta accadendo, ciò che hai vissuto e con la capacità di elaborare possibili soluzioni e alternative di senso. Esprimiti nel modo che meglio sai, appoggiati a me, che non sono te, che non posso darti soluzioni preconfezionate o consigli assolutizzanti ma posso sostenerti nella tua ricerca-